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162 sostanze inserite nel REACH selezionate per ulteriori controlli

L’ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche) ha selezionato ben 162 sostanze, prelevate dai dossier relativi alla nuova normativa REACH, al fine di sottoporle ad ulteriori controlli che saranno condotti dagli organi preposti degli Stati aderenti al REACH stesso.

Queste sostanze dunque saranno nuovamente analizzate in modo manuale al fine di decidere se non sia necessario prendere dei provvedimenti specifici nei loro confronti. L’ECHA però ha reso noto solo questa informazione, senza entrare nel dettaglio delle sostanze che sono state selezionate. Questo perché, ha fatto sapere, la selezione è avvenuta in modo automatico ed è quindi necessario procedere ad ulteriori e approfonditi controlli per decidere se queste sostanze abbiano davvero un elevato grado di pericolosità. Inutile dunque fare allarmismi prima del tempo. L’anno scorso, nel 2016, le sostanze selezionate per ulteriori controlli sono state ben 305. Tra queste, 184 sono state analizzate dagli stati membri, mentre le restanti 132 sono state destinate ad ulteriori operazioni. Tali operazioni comprendono una valutazione della sostanza condotta dal CORAP (Community Rolling Action Plan), controlli di conformità, proposte per l’omologazione della loro classificazione (CLH - harmonised classification and labelling) e per opzioni di analisi di gestione del rischio (RMOA - risk management option analysis). La selezione avviene semplicemente attraverso uno screening automatico, effettuato da un cervello elettronico all’interno del database del REACH dove sono contenute tutte le sostanze valutate fino a questo punto. Tali dati vengono inoltre incrociati anche con altre fonti, ad esempio ricerche scientifiche, e modelli di relazione quantitativa struttura-attività (QSAR - Quantitative structure-activity relationship). Nell’ultimo screening, l’ECHA ha voluto concentrare la sua attenzione sulle sostanze che potrebbero essere potenzialmente cancerogene o tossiche nel momento in cui vengono replicate (CMRs - carcinogenic, mutagenic or toxic to re production); le sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBTs - persistent, bioaccumulative and toxic), e tutte quelle che potrebbero avere una tossicità specifica per determinati organi del corpo umano (STOT Re - specific target organ toxicity following repeated exposure). Le sostanze prese in considerazione e che sono state quindi nuovamente inserite nella shortlist potrebbero però non rappresentare più una priorità qualora i relativi dossier nel frattempo vengano modificati o implementati. Viceversa, se persistesse la preoccupazione relativa ad una loro possibile pericolosità, si potrebbe procedere con l’esecuzione di nuovi test sperimentali. Bisogna anche ricordare che lo screening automatico include in sé anche dei criteri di esclusione: ad esempio, non vengono considerate le sostanze che già sono state inserite nell’elenco di quelle che devono essere sottoposte a controlli CORAP, o RMOA, o che già siano state controllate manualmente nei precedenti tre anni. Vengono anche escluse quelle sostanze che stanno già seguendo un iter di controllo di conformità. L’ECHA ha fatto inoltre sapere che tutti gli enti e i soggetti interessati riceveranno una lettera in cui saranno invitati ad aggiornare i relativi dossier. Inoltre, si sollecitano tali soggetti a comunicare il più rapidamente possibile agli organi competenti ogni eventuale cambiamento. D’altro canto è già da alcuni anni che si ritiene che il continuo aggiornamento dei dossier sia nell’esclusivo interesse degli enti che devono adeguarsi al REACH. Se uno stato membro, o l’ECHA stessa, compie una qualunque operazione su una sostanza chimica, i risultati della sua azione vengono subito pubblicati sul sito web dell’ECHA stessa. Semplicemente attraverso la consultazione del website dunque tutti gli enti interessati possono essere costantemente informati circa lo status che riveste una particolare sostanza chimica di loro interesse.