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Sentenza del Tribunale contro l’Echa

Una recente sentenza emessa dal Tribunale Europeo potrebbe indebolire in modo significativo lo spazio di azione dell’Echa, l’agenzia europea per le sostanze chimiche. Potrebbe infatti inibire le sue relazioni con le singole autorità nazionali nella verifica di conformità dei fascicoli REACH; in particolar modo, a subire le maggiori limitazioni sarebbero le dichiarazioni di non conformità (in inglese “statements of non-compliance”, acronimo “Sonc”).

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Campagna di sensibilizzazione REACH, scivolata dell’ECHA

Anche in Italia si comincia sentir parlare del REACH al di fuori degli ambienti istituzionali. Una campagna di sensibilizzazione è stata inaugurata nientemeno che in tv, sulle reti del servizio pubblico Rai. L’acronimo REACH sta per Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of Chemicals, ovvero, in italiano, registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche.

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I nuovi obiettivi REACH; i primi risultati

Ormai a ridosso dall’effettiva entrata in vigore del regolamento REACH, i suoi primi effetti iniziano a farsi sentire anche nel nostro Paese. Infatti, proprio in risposta alle normative contenute nel regolamento europeo, in Italia è stato redatto il Piano nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici relativo all’anno 2018.

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Dubbi su come gestire le sostanze soggette a regime transitorio

Di recente la Commissione Europea ha avanzato una proposta in merito al REACH, suggerendo di fissare una data entro la quale le sostanze che al momento sono soggette a regime transitorio debbano essere definitivamente schedate. Però, secondo un importante legale di Bruxelles, questo potrebbe non essere fattibile secondo le leggi.

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