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Ipotesi Echa per la creazione di un database delle SVHC

Recentemente sono state sollevate delle perplessità circa la convenienza della creazione di una banca dati delle sostanze definite SVHC (Substances of Very High Concern). Tale operazione, secondo le aziende che operano nel settore automobilistico, aerospaziale e dei rifiuti, potrebbe essere inutilmente gravoso e non apportare alcun oggettivo beneficio. La creazione di questo database è stata ipotizzata nel mese di luglio, all’interno di una più ampia riflessione sul tema dello smaltimento dei rifiuti.

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Pronto un “esercito” di ispettori europei per il REACH

Dall’Echa, Agenzia europea per le sostanze chimiche, in tono vagamente minaccioso fanno sapere alle aziende coinvolte a vario titolo nell’entrata in vigore del REACH che devono aspettarsi un “esercito” di ispettori. Gli ispettori avranno l’incarico di verificare la conformità delle aziende con gli obblighi di registrazione REACH. Inoltre dovranno anche accertarsi che vengano eseguiti correttamente gli aggiornamenti dei dossier. Nulla di inatteso. I controlli e le ispezioni fanno parte del già previsto progetto di applicazione REACH numero 7 (Rif-7).

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Ancora tanti dossier REACH in attesa di un numero di registrazione

Uno degli aspetti che fin da subito è apparso tra quelli più complicati da ottemperare, tra le tante direttive imposte dal REACH, il nuovo regolamento europeo sulle sostanze chimiche, è stato quello relativo ai dossier sulle sostanze chimiche stesse. Tutti gli enti coinvolti, aziende e PMI incluse, sono infatti stati chiamati a redigere degli accurati dossier in cui devono essere riportati tutti i dati che si possiedono circa una determinata sostanza.

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I primi controlli sul REACH dopo la sua entrata in vigore: la situazione in Italia

Il 31 maggio 2018 si è formalmente chiusa la prima fase dell’attuazione del REACH, il nuovo regolamento europeo che norma la movimentazione e l’utilizzo delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose. In questa data sono state chiuse le pre-iscrizioni che si sono svolte per tutto l’anno 2017 da parte delle aziende coinvolte dal regolamento, a cui è stato fatto obbligo di registrare le sostanze chimiche da loro utilizzate testandone la pericolosità per l’ambiente e per l’uomo.

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