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Accordo Echa - Eurometaux

Echa e l’associazione europea Eurometaux hanno stilato di comune accordo un piano programmatico per identificare con precisione quali siano le carenze presenti nelle informazioni REACH e CLP (Classification, Labelling and Packaging) relativamente ai composti metallici e alle sostanze inorganiche entro la fine del 2020. Il MISA (Metals and Inorganics Sectorial Approach) si occuperà invece di affrontare le questioni tecniche e scientifiche che restano in sospeso.

Il piano d’azione previsto dal MISA intende giungere ad un miglioramento graduale e pianificato della conformità, della qualità e della comprensione dei dossier di registrazione REACH riguardanti sostanze metalliche e inorganiche. Secondo il comunicato stampa emesso congiuntamente dai vari enti esiste infatti un’abbondanza di dati su metalli e composti metallici, molti dei quali sono stati sottoposti ad un’indagine approfondita e definitiva. Tuttavia esiste anche un ampio gruppo di sostanze per le quali i dati vanno migliorati, in quanto presentano alcune lacune e molte approssimazioni. Nel comunicato stampa si aggiunge anche che una grande percentuale di fascicoli di registrazione REACH, ancora una volta riguardanti sostanze metalliche e inorganiche, non è mai stata aggiornata. Il MISA cercherà di trovare una soluzione anche a questioni tecniche e metodologiche eccezionali. A tal proposito è intervenuto Guy Thiran, direttore generale di Eurometaux, il quale ha spiegato come si intenda usare la pratica del “read across” ovvero un confronto incrociato di fascicoli, per arrivare ad ottenere fascicoli di registrazione aggiornati. Eurometaux è la seconda associazione industriale europea che ha espresso il suo impegno attivo al fine di adeguarsi efficacemente al REACH. All'inizio del giugno scorso l’Echa e il Consiglio europeo dell'industria chimica (Cefic) hanno firmato una dichiarazione in cui si impegnano a lavorare insieme. MISA, Echa e Eurometaux, insieme ad altre associazioni, lavoreranno su dieci aree prioritarie, delle quali sei sono state considerate prioritarie. La prima area prevede di chiudere i dossier entro la metà del 2018, e di completare l'aggiornamento dei fascicoli entro la fine dell'anno prossimo. Si intende poi procedere con la valutazione del rischio, realizzando un aggiornamento del fascicolo entro la fine del terzo trimestre dell’anno prossimo. Si prenderanno poi in considerazione le sostanze di composizione sconosciuta o variabile, ovvero i cosiddetti UVCB, prodotti di reazione complessi e materiali biologici. Ci si concentrerà in seguito sull’anticipazione della gestione del rischio in due fasi distinte: la prima si occuperà della classificazione ambientale con la creazione di un modello standard; la seconda si concentrerà sulle sostanze che potrebbero essere classificate come SVHC, vale a dire molto pericolose per la salute dell’uomo e per l’impatto ambientale. Echa ed Eurometaux hanno fatto notare che il MISA promuove un’attività di miglioramento continuo, che ha come presupposto basilare la priorità della gestione delle sostanze chimiche. Secondo i due enti, però, questo metodo comportamentale non può in alcun modo sovrapporsi alla necessità di conseguire la conformità agli obblighi legali previsti nel REACH. Questo si traduce, in parole povere, nel fatto che, secondo l’Echa, gli stati membri possono anche continuare a dare vita ad azioni normative, se lo ritengono necessario, così come è accaduto finora. Allo stesso tempo, però, sollecitano il MISA a fare del suo meglio affinché questi episodi si diradino fino a non accadere più del tutto. Molte delle lungaggini intercorse nella messa in pratica del regolamento REACH derivano infatti dalle molte azioni legali che sono state opposte ad alcune delle norme che erano previste nel documento originale. A questo punto, però, si ha la necessità di stringere i tempi e di chiudere i lavori entro il 2020.