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Ancora molte registrazioni mancano all’appello a pochi mesi dalla scadenza REACH

Come ormai è ben noto a tutti gli operatori del settore delle sostanze chimiche, il termine ultimo che gli attori europei, coinvolti a qualunque titolo nella produzione o commercializzazione di sostanze chimiche potenzialmente pericolose, hanno a disposizione per mettersi in regola con il REACH, la nuova normativa comunitaria, è il 31 maggio 2018. Ma le notizie che arrivano dall’ECHA e dagli altri enti di controllo sono tutt’altro che rassicuranti.

Ad oggi, infatti, sembra che appena un quarto di tutte le registrazioni che ci si aspetta vengano inviate prima della scadenza ultima sono giunte all’ECHA. L’ECHA, l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche, ha infatti riferito all’ICIS (Independent Chemical Information Service) che ad oggi, ovvero a circa quattro mesi di distanza dalla data ultima prevista per regolarizzare la propria posizione con il REACH, sono giunte 15 mila registrazioni per 6.500 sostanze chimiche. Il numero che presumibilmente si dovrebbe raggiungere entro maggio è di 60 mila registrazioni per circa 25 mila sostanze. Si capisce quindi come ancora la maggior parte del lavoro resti ancora da fare e ci si chiede se non sia una mole eccessiva da svolgere in così poco tempo. Inoltre si è notato come manchino all’appello soprattutto le PMI, le piccole e medie imprese che per la prima volta si trovano a doversi confrontare con un onere del genere. Ben 2.200 sostanze che devono essere registrate in precedenza non erano state catalogate in nessun modo. Permane la preoccupazione circa il fatto che le piccole e medie imprese possano non aver capito fino in fondo quali sono i nuovi obblighi che sono tenute a rispettare, ma dei sondaggi condotti tra i diretti interessati hanno dimostrato come oltre il 95% delle PMI sia ben consapevole di dover rispettare i termini imposti dal REACH. La scadenza finale del 31 maggio resta vincolante per tutti, ma ovviamente vi sono dei vantaggi per chi riuscirà ad espletare tutte le procedure richieste anche prima di questa data. Per coloro i quali effettueranno le registrazioni delle sostanze chimiche entro il 31 marzo, infatti, è assicurata una risposta immediata circa la completezza dei dossier. Per coloro i quali invece effettueranno il deposito successivamente ci potrebbero volere anche fino a tre mesi solo per sapere se il loro deposito è stato accettato e considerato valido ai sensi delle richieste presenti nel REACH. Da parte del portavoce dell’ECHA si ribadisce come da parte dell’ente sia stato fatto tutto il possibile per rendere più facile il compito alle piccole e medie imprese. Negli scorsi mesi infatti sono stati messi loro a disposizione molti strumenti, come sportelli di ascolto a cui potersi rivolgere in caso di dubbi o perplessità. Per questo Bjorn Hansen, che è il nuovo direttore dell’ECHA, ha detto che non è neppure lontanamente presumibile una proroga della scadenza del REACH, che dovrà essere rispettata da tutti pena sanzioni molto gravi. Hansen ha dunque ammonito tutti i soggetti interessati a fare ordine tra le loro carte per poter presentare i dossier nei tempi previsti. Dalle sue parole, espresse durante un discorso tenuto all’ICIS, è apparso chiaro come non si avrà alcun deroga a quello che è stato previsto e che, per quanto si potrà nutrire umana comprensione per eventuali difficoltà intercorse, la normativa verrà applicata alla lettera. Quindi è importante che tutti gli enti coinvolti si adoperino per presentare le ultime registrazioni entro il 31 maggio 2018, quando il REACH entrerà infine pienamente in vigore.