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Applicazione REACH Regione Lombardia

A dimostrazione che la normativa europea viene recepita non solo a livello nazionale, ma che al suo adeguamento concorrono anche gli enti locali, si può illustrare un recente Decreto della Regione Lombardia, la quale ha legiferato a proposito del regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, meglio noto come REACH.

Più nel dettaglio, nel Decreto di parla delle schede dati di sicurezza (SDS) e delle modalità da seguire per avere la certezza che esse siano state compilate in modo adeguato e completo, e soprattutto conforme alle richieste. Entrando nel dettaglio, il Decreto in questione è il n.977/2016 del 16 febbraio ed è stato emanato dalla Direzione Generale Welfare. Esso contiene le seguenti linee guida, relative alle SDS da compilare conformemente al regolamento REACH e alle prescrizioni contenute nel CLP (Classification, Labelling and Packaging). Lo scopo ultimo del documento è quello di integrare la normativa già vigente in regione relativamente alla sicurezza sul posto di lavoro con le nuove direttive europee; a tale scopo il documento, prima di essere approvato, è stato redatto da un ente esperto in materia, vale a dire il Laboratorio di Approfondimento Rischio Chimico. Le indicazioni contenute nel Decreto si rivolgono tanto alle aziende i cui operatori devono manipolare materie chimiche, che all’ente preposto a vigilare sulla movimentazione di tali materie, vale a dire l’ATS (Agenzia di Tutela della Salute). All’interno del documento è stata fissata una check list che permette di valutare ogni singola scheda sia per quel che concerne la sua completezza, sia per quel che invece riguarda la correttezza dei dati contenuti (laddove possibile). La check list prevede di apporre le sigle N/C, qualora vi sia un aspetto “non controllato”, e N/A, qualora vi sia invece un aspetto “non applicabile”. La check list inoltre propone la possibilità di fare delle verifiche, confrontandosi con il sito ECHA (Agenzia Europea per le sostanze chimiche) o con quello del RIPE (REACH Information Portal for Enforcement). La Delibera inoltre chiarisce nel dettaglio le procedure decise in ambito regionale. L’autorità locale, preposta ad effettuare i controlli REACH, è la Direzione Generale Sanità (ovvero Welfare) ed ha il compito non solo di programmare e coordinare le azioni in merito, ma anche di comunicare con il centrale Ministero della Salute. Le ASL (Aziende Sanitarie Locali, ora ATS) hanno invece il ruolo di vigilanza sulle sostanze chimiche pericolose. Inoltre, attraverso un organo esterno che è il DIPS (Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria), sorvegliano la corretta applicazione delle normative REACH, soprattutto in materia di redazione delle etichette. L’ente incaricato di emettere multe e sanzioni qualora si riscontrassero delle irregolarità nell’applicazione del REACH sono le ASL; i proventi di queste sanzioni vengono poi destinati al DIPS, al fine di rendere sempre più efficace ed efficiente l’attività di tutela sulle materie chimiche potenzialmente pericolose. La macchina organizzativa regionale in materia di normativa sulle sostanze chimiche si completa con l’attività del Laboratorio di Rischio Chimico, che ha il compito di pubblicare documenti, quali vademecum e linee guida, che siano di supporto a tutti gli enti e gli operatori che devono conoscere il REACH ed utilizzarne le prescrizioni nell’ambito della movimentazione e soprattutto della definizione delle sostanze chimiche. Quindi, grazie all’azione coordinata di diversi attori e dei vari enti locali, la completa funzionalità del REACH è ormai prossima al suo completamento.