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Costi per le comunicazioni relative al REACH

Si avvicina sempre di più il termine ultimo per l’adeguamento delle imprese interessate al regolamento REACH (registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) ed ogni giorno che passa si aggiungono nuove informazioni circa le modalità più idonee da seguire per poter ottemperare a tutti gli adempimenti previsti dalla nuova normativa comunitaria.

Così si vengono chiarendo sempre più degli aspetti che in un primo momento erano stati lasciati indietro perché marginali. Ad esempio, risale al 2006 l’obbligo fatto a fabbricatori ed importatori di sostanze chimiche (relativamente alle quali si esprime il REACH) di trasmettere all’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche (ECHA) tutte le informazioni relative a suddette sostanze. In questi primi giorni del 2016 invece si è fatto il punto sui costi che devono comportare queste comunicazioni e soprattutto sul modo in cui essi debbono essere suddivisi tra le varie parti in causa. Queste notizie sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Nella pubblicazione viene specificato che i costi da sostenere per la comunicazione delle informazioni circa una sostanza chimica devono essere suddivise tra le varie parti in causa, qualora queste siano necessarie per adempiere alla normativa REACH. Alla stessa maniera devono essere equamente ripartiti anche i costi amministrativi e quelli da sostenere per la classificazione e l’etichettatura delle sostanze chimiche da movimentare. Nei costi da considerare dunque si includono anche quelli del laboratorio che viene contattato al fine di analizzare le sostanze in questione, in quanto i risultati delle analisi di laboratorio servono ai fini dell’adeguamento al REACH. Ovviamente, affinchè non si creino incongruenze o incomprensioni, tutta la documentazione relativa ad ogni singola voce di costo sostenuta deve essere conservata accuratamente per un termine di 12 anni, poiché deve restare a disposizione anche per eventuali accertamenti futuri. Tra i documenti da conservare si annoverano anche le rendicontazioni annuali. Quindi, quando due parti stipulano un accordo per la trasmissione di informazioni su sostanze chimiche che producono o condividono di comune accordo, è necessario che nella documentazione venga incluso anche un modulo che specifichi la suddivisone dei costi. Deve anche essere previsto il modo in cui si possa adeguare alle spese sostenute chi eventualmente subentri nell’accordo in un secondo momento. All’interno del regolamento REACH si sostiene il principio “una sostanza, una registrazione”: ovvero ogni singola sostanza chimica che deve essere movimentata deve essere considerata nella sua individualità. Si propugna però soprattutto la circolazione delle informazioni: infatti confrontando i risultati delle analisi di laboratorio su sostanze simili è possibile evitare che si portino avanti le sperimentazioni sugli animali. Per questo in fase di registrazione avviene il cosiddetto “read across”, ovvero le varie registrazioni vengono confrontate tra di loro in modo tale che si possano reperire un numero di informazioni che consentano un’identificazione delle singole sostanze sempre più precisa e circostanziata. In ogni operazione che si svolge per l’adeguamento al REACH si deve sempre tenere presente il motivo per cui è stata varata questa nuova normativa. Lo scopo finale è quello di tutelare la salute di ogni soggetto che entri in contatto con le sostanze chimiche, da chi ci lavora all’utente finale. Per questo è necessario che le informazioni in merito siano codificate in modo preciso e soprattutto comunicate secondo un linguaggio intellegibile da tutti. Questo non solo va a tutelare le persone, ma serve anche a stimolare competitività e innovatività.