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Dubbi su come gestire le sostanze soggette a regime transitorio

Di recente la Commissione Europea ha avanzato una proposta in merito al REACH, suggerendo di fissare una data entro la quale le sostanze che al momento sono soggette a regime transitorio debbano essere definitivamente schedate. Però, secondo un importante legale di Bruxelles, questo potrebbe non essere fattibile secondo le leggi.

Spieghiamo meglio di quali sostanze si sta parlando. Sono quelle che esistono già sul mercato europeo e si trovano elencate nell’Einecs (European Inventory of Existing Commercial Chemical Substances - Registro Europeo delle Sostanze chimiche in Commercio). Queste sostanze, dopo l’entrata in vigore del REACH, sono state sottoposte ad un regime transitorio in attesa che il regolamento assumesse una maggiore stabilità, per evitare soprattutto di sottoporre alle agenzie regolatrici eccessivi oneri momentanei. A questo punto però, visto che la data ultima fissata per la definitiva entrata in vigore del REACH, vale a dire il 31 maggio 2018, si avvicina ormai a grandi passi, è parere della Commissione che perseverare in questa sorta di “regime temporaneo” non abbia più molto senso. Quindi è stato prodotto un documento in cui si afferma che sarebbe discriminatorio, e soprattutto immotivato, che queste sostanze, a differenza delle altre, siano ancora soggette a tale regime transitorio ancora dopo la data del 31 maggio. Tanto più, ha aggiunto la Commissione, che in nessuna parte è scritto o specificato quanto possa o debba durare questo “regime transitorio”, e quindi non si capisce bene quali siano i limiti di legittimità dello stesso. A questo documento della Commissione Europea ha obiettato Jean-Philippe Montfort, partner dello studio legale Mayer Brown, il quale afferma che non vi sono fondamenti legali per avanzare le obiezioni espresse nel documento. Infatti nel testo del REACH non vi è alcun riferimento in merito, tanto più che la data del primo giugno dalla quale, secondo le supposizioni della Commissione, il regime transitorio non sarebbe più valido, è ormai molto vicina e non lascia il tempo necessario per approntare un regolamento di attuazione. Altro aspetto che il legale mette in luce è il fatto che solitamente Echa rispetta la cosiddetta “regola dei tre anni” in base alla quale le sostanze soggette a regime transitorio possono essere definite in modo stabile solo in base ai dati di produzione dei tre anni precedenti. Va specificato però che il documento della Commissione è stato elaborato per rispondere ad un’istanza presentata dalla Germania, nazione che ha sollecitato per pima un chiarimento rispetto a quello che ne sarebbe stato delle sostanze soggette a regime transitorio dopo il 31 maggio 2018. Nel documento presentato dalla Germania infatti si sosteneva che non dovessero esserci differenze tra le sostanze soggette a regime transitorio, e le sostanze che invece non lo sono, dopo la scadenza di registrazione. Fare tale differenziazione, invece, sempre secondo la Germania, avrebbe significato mettere le sostanze soggette a regime transitorio in una posizione privilegiata. Nel documento è stata affrontata anche la questione dei tre anni, dicendo che tale norma non si può applicare a sostanze soggette a regime transitorio. La questione al momento resta ancora aperta e rappresenta un nodo molto importante da sciogliere prima che il 31 maggio arrivi e ponga definitivamente la questione. Tutte le sostanze chimiche usate nell’ambito della Comunità Europea infatti, a quella data, dovranno rientrare nei parametri previsti dal REACH.