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Banche dati ECHA

Da quando è stata emessa la normativa europea REACH, relativa alla classificazione e all’etichettatura delle sostanze chimiche che vengono movimentate all’interno della Comunità Europea, l’ECHA, l’ente preposto alla diffusione informazione circa le nuove leggi previste dal REACH, ha iniziato ad immagazzinare una grande quantità di dati, derivanti da tutti gli attori operanti nel settore chimico.

Oggi, nel 2016, iniziano ad arrivare i primi frutti di questo titanico lavoro di raccolta e riorganizzazione di informazioni, sottoforma di schede che possono essere consultate pubblicamente e che sono accessibili attraverso il sito ufficiale ECHA. La scheda di ogni sostanza chimica che è stata catalogata si chiama infocard e si presta a tre livelli di lettura. Il primo è quello utile per i comuni cittadini, per coloro che si possono trovare ad usare determinate sostanze e ne vogliono conoscere l’eventuale pericolosità o il modo migliore per maneggiarle. Questa parte dell’infocard è detta “scheda informativa”, è scritta in un linguaggio molto semplice e non usa termini specialistici. Essa serve a fornire tutte le informazioni basilari su una sostanza. Il secondo livello di lettura è il “profilo sintetico” dove si scende maggiormente nei dettagli tecnici della sostanza, nelle sue reazioni fisiche e ambientali, nella sua composizione. Le informazioni contenute nel profilo sintetico sono ad uso e consumo degli addetti ai lavori: ricercatori, studiosi e lavoratori che devono maneggiare le sostanze chimiche. Infine il terzo livello dell’infocard racchiude i dati d’origine, vale a dire i dati puri e semplici così come evinti dalle schedature derivate dalla catalogazione REACH. L’infocard dunque rappresenta un identikit completo di un gran numero di sostanze chimiche. Nello specifico, nella banca dati ECHA attualmente consultabile sono conservati documenti di classificazione ed etichettatura di 120 mila sostanze chimiche; informazioni sui pericoli derivanti dall’utilizzo di 14 mila sostanze chimiche e suggerimenti utili per il loro utilizzo in assoluta sicurezza; 2 milioni di sommari di studio su proprietà, effetti e reazioni delle sostanze chimiche; l’elenco di 168 sostanze chimiche che hanno ricevuto la dicitura di “estremamente preoccupanti” e di 64 sostanze chimiche che nell’Unione Europea possono essere utilizzate e circolare solo rispettando determinate regole. Si tratta quindi di una mole di informazioni davvero notevole che attualmente si trova immagazzinata nel cervello virtuale del database ECHA. La consultazione delle infocard è molto semplice: basta digitare nell’apposita stringa di ricerca il nome della sostanza sulla quale si desiderano ulteriori informazioni per poterne leggere l’infocard. Questo risultato ha riempito di soddisfazione tutti gli operatori ECHA e in particolar modo il direttore esecutivo Geert Dancet. Dancet ha infatti affermato che in questo modo la Comunità Europea sta dando un apporto fondamentale al raggiungimento degli obiettivi che ci si era prefissati a livello internazionale nel Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite nel 2002. Secondo Dancet entro il 2020 l’operazione sarà conclusa e si potrà disporre di un enorme bacino a cui poter attingere per la conoscenza di ogni singola sostanza chimica autorizzata all’interno dei confini dell’Unione, costituendo uno strumento di basilare importanza per tutti coloro che devono manipolare, movimentare e commercializzare le sostanze chimiche. In definitiva quindi il compito che l’ECHA si è assunto per poter con successo portare a termine gli adempimenti previsti dal regolamento REACH è quello di ordinare e rendere accessibili tutti i dati raccolti dai vari attori del comparto chimico, senza in alcun modo alterare o scremare le informazioni recepite.