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I dati di registrazione del REACH dopo il 31 maggio 2018

Dopo anni di preparazione e di lavoro infine è arrivata la data del 31 maggio 2018, che rappresentava il termine ultimo per tutte le aziende che fabbricano o importano più di una tonnellata di sostanze chimiche ogni anno. Entro questa data tali aziende hanno dovuto fare la registrazione al REACH (Regolamento CE n. 1907/2006 riguardante la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) delle sostanze da loro utilizzate.

Per le aziende inadempienti a partire dal primo giugno è scattato il divieto di produrre o importare legalmente la sostanza non registrata nell’ambito dell’Unione Europea. Il processo che ha portato fino ad oggi è stato molto lungo e complesso, seguito in ogni sua fase dall’ECHA, l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche, che si è fatta carico soprattutto di informare i vari attori coinvolti. Infatti la registrazione delle sostanze si è conclusa nella data del 31 maggio ma à ha dovuto attraversare altre fasi precedenti: le altre due scadenze erano state fissate al 30 novembre 2010 e al 30 maggio 2013. L’incombenza maggiore che è spettata alle aziende che operano nel settore delle sostanze chimiche è stata quella di redigere dei fascicoli relativi alle sostanze stesse, valutandone il grado di pericolosità e relazionandosi con altre realtà che facessero utilizzo delle stesse materie. Il compito dell’ECHA, invece, è stato quello di fare una valutazione oggettiva dei fascicoli per determinarne la validità, e poi per decidere se alcune sostanze dovessero essere sottoposte ad ulteriori controlli al fine di verificarne l’impatto sulla salute umana e ambientale. Alcune sostanze sono state vietate del tutto, come risultato di questo processo; ad altre sono state applicate delle restrizioni. Ecco quali sono i dati raccolti da ECHA alla data del 31 maggio 2018: le aziende che sono riuscite a mettersi in regola sono state 5.435, i fascicoli depositati 33.363 di cui 28.323 completati e 5.040 ancora in fase di elaborazione. Le sostanze che sono state fatte oggetto di schedatura sono 11.114, di cui 6.824 del tutto inedite. Su questo numero totale però si può dire che la fascicolazione sia stata eseguita in modo completo, e che quindi non sarà necessario effettuare altre operazioni, solo per 9.955. La prima sostanza che è stata registrata è l’etanolo, seguita dal propano e dal biossido di silicio. Alcune questioni sono ancora in sospeso; il prossimo termine che dovrà rispettare l’ECHA è il 31 agosto 2018, data entro la quale l’Agenzia dovrà chiudere i fascicoli aperti e fare gli ultimi controlli. L’ECHA si sta già adoperando in tal senso. Infatti lo stesso 31 maggio ha emesso una raccomandazione rivolta a chi ha ancora sostanze in regime transitorio, con la raccomandazione di continuare a tenere attive le piattaforme di cooperazione Echa Bjorn Hansen, direttore esecutivo dell’ECHA, ha espresso la sua soddisfazione per il modo in cui si sta concludendo l’avventura del REACH. Ha infatti affermato che da ora in poi ci saranno numerosi vantaggi per tutte le aziende che hanno effettuato la registrazione. Infatti adesso vi è una maggiore consapevolezza circa la natura delle sostanze chimiche e il loro utilizzo. Il percorso non è stato facile, ha concluso, e se è stato portato a termine con successo è stato per via della cooperazione di tutti, specie degli Stati membri. Naturalmente il REACH non conclude qui la sua storia: da ora in poi sarà la normativa di riferimento che permetterà di gestire nel modo migliore possibile il mercato delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose.