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Il REACH e gli scontrini

Il Regolamento REACH è stato creato al fine di dare una legge comunitaria che unifichi l’utilizzo e la classificazione delle sostanze chimiche. La finalità ultima è la tutela della sicurezza e della salute di tutti coloro i quali entrano in contatto con tali sostanze che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana, anche se spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Ad esempio, c’è un oggetto che tutti noi maneggiamo di continuo, specie chi lavora nei supermercati o nei negozi stando al registratore di cassa: gli scontrini. Gli scontrini sono fatti di una speciale carta termica che ha come base uno strato che viene rivestito di varie sostanze. Tra queste sostanze c’è il BPA, bisfenolo A, un composto chimico che fu inventato da A.P.Dianin nel 1891 e che si ottiene condensando acetone e fenolo. In virtù di questa sostanza la carta, se viene scaldata, cambia il suo colore, lasciando così emergere le cifre e i caratteri che vi vengono impressi sopra. Però il BPS è anche pericoloso per la salute umana, in particolar modo dei cassieri che la toccano di contino, per di più mentre è ancora calda, e spesso per molti anni di seguito. A sollevare il problema è stata la Francia, dove già da due anni si è sostituito il BPA con un reagente di origine biologica. Nel maggio del 2014, inoltre, la Francia ha presentato presso l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche ECHA un fascicolo al fine di ottenere una restrizione sull’immissione del BPA nella realizzazione della carta termica. Il fascicolo contiene degli esperimenti che sono stati condotti su alcuni “endpoint”, ovvero punti focali e strategici, del corpo umano. Nello specifico, si tratta delle ghiandole mammarie, il cervello, il metabolismo, la fertilità femminile, l’obesità. In base a tali esperimenti nel fascicolo si conclude che potrebbero esserci dei danni al feto delle donne in gravidanza, e alla loro stessa salute, a seguito del maneggiamento di scontrini contenenti il BPA in concentrazione superiore allo 0,02%. Questo fascicolo è passato al vaglio del Comitato per la Valutazione dei Rischi (RAC) che però non ha ritenuto sufficientemente probanti le motivazioni addotte. Dopo aver eseguito altri esperimenti, e aver monitorato l’esposizione dei cassieri, infine il RAC, nel mese di giugno del 2015, ha dato il suo parere definitivo: ha confermato che vi è un rischio per la salute dei lavoratori nell’uso della carta termica ottenuta con il bisfenolo A, ma non per i consumatori. Da quel momento, le aziende hanno 36 mesi di tempo per adeguarsi alla restrizione applicata. Le alternative, d’altro canto, non mancano, anche se spesso sono semplicemente più costose rispetto al BPA. Anche in Italia è in commercio da qualche anno un valido sostituto del BPA completamente biologico, poiché deriva dal mais. Solo pochissimi negozi però hanno adottato questa soluzione alternativa perché costa circa il 10% in più rispetto alla carta realizzata in modo tradizionale. Un’altra possibilità, questa davvero ecosostenibile, potrebbe consistere nell’eliminazione totale degli scontrini e di altri tipi di ticket. L’alternativa, visto che viviamo in un’epoca sempre più tecnologica, potrebbe essere una sorta di tessera virtuale dotata di codice a barre alla quale potrebbe esser inviata la copia virtuale dello scontrino. Con la totale eliminazione dello scontrino cartaceo si otterrebbe un duplice effetto: si potrebbe tutelarla salute dei lavoratori e si potrebbero salvare molti alberi.