Messaggio

Intervista a Giuliano Tagliavento in materia di CPL

Giuliano Tagliavento è una di quelle personalità fondamentali nell’ambito dell’entrata in vigore del nuovo regolamento sulle materie chimiche chiamato REACH (registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche). Giuliano Tagliavento è infatti il dirigente PF Prevenzione e Promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro della ARS Regione Marche, ed è stato uno degli invitanti a maggio 2015 alla conferenza nazionale CLP 2015, che era stata convocata a Roma in vista dell’entrata in vigore, a partire dal 1 giungo 2015, del regolamento CLP, ovvero quello relativo alla classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze chimiche.

Il suo intervento è stato tra i più interessanti ed incisivi; oltre a Tagliavento erano presenti anche diversi altri rappresentati di realtà istituzionali coinvolte a diverso titolo nell’attuazione del regolamento REACH: del Ministero della Salute, del Ministero dell’Ambiente, Lavoro, dell’Iss (Istituto Superiore Sanità), dell’Echa (Agenzia europea delle sostanze chimiche) e delle Regioni. Durante un’intervista, a Giuliano Tagliavento è stato chiesto esattamente che cosa sarebbe accaduto dopo il primo giugno 2015, nel momento in cui cioè il nuovo CLP previsto dal REACH sarebbe diventato pienamente operativo. Lui ha spiegato che, da questa data, ogni sostanza o miscela chimica che venga immessa sul mercato europeo deve essere classificata ed etichettata rigorosamente seguendo quanto riportato all’interno delle norme CLP. L’unica deroga, valida per due anni, è relativa a sostanze che siano state prodotte precedentemente a questa data. Con il CLP vengono infatti abrogate le precedenti leggi, ovvero le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE. Ad applicare le normative devono essere tutte le realtà coinvolte nella produzione, imballaggio e circolazione di sostanze chimiche, ivi comprese le piccole e medie imprese (PMI) le quali si possono trovare a diversi livelli della filiera. Nel regolamento CLP vengono distinti gli utilizzatori a valle dagli utilizzatori finali. I primi, definiti con terminologia anglosassone “downstream users” sono quelli che usano una miscela o sostanza, ma non l’hanno prodotta. I secondi sono gli artigiani, o gli hobbisti, che impiegano fattivamente le sostanze chimiche nel loro lavoro. Le PMI possono essere dei “downstream users”, ma non utilizzatori finali. Giuliano Tagliavento ha spiegato poi che, per mettersi in regola, sono fondamentali alcuni aspetti: ovviamente, di base ci deve essere una conoscenza approfondita tanto del regolamento REACH che di Quello CPL. Inoltre, si deve sapere come svolgere la Valutazione del Rischio Chimico, e come redigere il relativo documento. Infine, non meno importante è la comunicazione tra le varie realtà coinvolte. Infatti, lo scopo principale del REACH, il motivo per cui è stato creato, consiste nel portare la maggiore chiarezza possibile nell’ambito della produzione e circolazione delle materie chimiche. Ciò è possibile sicuramente grazie all’adozione di un’unica normativa, uguale per tutti i Paesi europei; ma anche grazie al fatto che ogni singolo ente che partecipa alla filiera delle materie chimiche deve dare tutte le informazioni in suo possesso a tutti gli altri soggetti con i quali entra in contatto. In questo modo ognuno può assumersi le proprie responsabilità, sapendo esattamente il modo in cui si deve comportare, e quali regole seguire. A sostegno dei singoli soggetti intervengono poi le Regioni, sia singolarmente che in gruppo: infatti fin dal 2006 è stato istituito un Gruppo tecnico interregionale, il cui scopo è aiutare a redigere i piani di controllo e di operare a livello nazionale, fungendo come operatore intermedio.