Messaggio

La rete di scambio sugli scenari d’esposizione e i suoi futuri sviluppi

Tra gli organi che si sono adoperati al fine di rendere possibile l’entrata in vigore della nuova normativa europea REACH relativa alle sostanze chimiche c’è il cosiddetto ENES. L’acronimo sta per “Exchange Network on Exposure Scenarios”, ovvero, in italiano, “rete di scambio sugli scenari di esposizione”. L’ENES ha avuto l’incarico di individuare le pratiche migliori al fine della valutazione dei rischi connessi all’uso di determinate sostanze chimiche, ma soprattutto di rendere possibile la comunicazione tra i vari soggetti interessati, con l’ausilio anche di altre organizzazioni.

In vista della prossima scadenza del 2018, quando il REACH sarà effettivamente attivo, e alla luce dei molti progressi fatti negli anni passati, l’ENES ha deciso di stilare un piano di azione che coprirà l’arco di tempo tra oggi e il 2020 introducendo alcune novità. Lo scopo delle migliorie che si intende apportare è sempre lo stesso, in linea con le finalità istituzionali dell’ENES, ovvero migliorare la rete di comunicazione relativa agli scenari di esposizione. Erwyn Annis, direttore del REACH presso il Cefic (Consiglio europeo delle industrie chimiche) in occasione dell’undicesima riunione dell’ENES ad Helsinki ha enumerato nel dettaglio i sei obiettivi che ci si prefigge da qui al 2020. Il primo punto in lista è la promozione e diffusione degli strumenti che l’ENES ha messo a punto tra i vari soggetti interessati dal REACH; si intende poi fornire supporto agli utilizzatori a valle e ai registranti in modo che i fascicoli presentati siano sempre più aderenti alle necessità espresse dal REACH. A tale scopo si vuole rinnovare il software Chesar, rendendolo fruibile da parte di tutti i soggetti interessati. Verranno migliorati gli strumenti destinati ai formulatori e si porteranno avanti ricerche di mercato per aiutare gli utilizzatori a valle; infine si cercherà di migliorare l’interfaccia di comunicazione tra REACH e i controlli sulla sicurezza e la salute dei lavoratori. Il programma di massima che include tali azioni verrà presentato nei primi mesi del 2018. Nel frattempo, a breve sul sito dell’ECHA verranno pubblicate delle mappe specifiche per ogni settore di utilizzo. All’interno del programma REACH, infatti, sono al momento attivi 13 settori, come ha fatto sapere l’incaricata dell’ECHA Laure-Anne Carton de Tournai. Ad oggi già sei di questi tredici settori hanno pubblicato un vademecum finalizzato soprattutto a comunicare ai lavoratori di quello specifico settore le modalità di esposizione suggerite per le varie sostanze chimiche, a breve verranno pubblicati documenti relativi anche ai restanti cinque settori. Questa modalità comunicativa ad oggi ha dato ottimi risultati: andando infatti ad analizzare quanti download sono stati effettuati dal sito dell’ECHA si può notare come il materiale messo a disposizione per lo scaricamento sia stato abbondantemente consultato. Inizialmente si sperava che questi documenti potessero andare a confluire nei dossier finali del 2018; ma a quanto pare ciò non sarà possibile e quindi verranno usati successivamente per l’aggiornamento dei fascicoli dopo la scadenza. Un altro obiettivo che si intende raggiungere è la realizzazione di un sistema di inserimento ed elaborazione dei dati più rapido ed efficace di quello che si sta utilizzando attualmente. Implementando le tempistiche di immagazzinamento dei dati presenti nei fascicoli inviati dai vari enti che partecipano all’entrata in vigore del REACH, infatti, sarà anche possibile velocizzarne la comunicazione. Tutto questo sempre allo scopo di garantire la massima sicurezza a tutti coloro che si trovano a dover lavorare a stretto contatto con sostanze chimiche potenzialmente pericolose.