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Le linee guida Echa per la Brexit

L’Echa ha deciso di pubblicare delle istruzioni dettagliate per tutte le società che si occupano di sostanze chimiche e che operano all’interno dei mercati dell'UE e dello Spazio economico europeo nel caso in cui il Regno Unito lasci l'Unione Europea il 29 marzo. L’agenzia ha infatti creato sul suo sito delle nuove pagine web dedicate, che sono state pubblicate l’8 febbraio 2019, con alcuni avvertimenti da tenere presenti nel momento in cui la tanto temuta Brexit dovesse infine accadere.

Il 7 febbraio il primo ministro britannico Theresa May ha incontrato il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker nel tentativo di effettuare delle modifiche alle modalità pratiche con cui l’Inghilterra dovrà uscire dallo spazio europeo. Quelle già proposte, infatti, sono state respinte nel mese di gennaio dai parlamentari del Regno Unito. È già in programma che prima della fine del mese di febbraio la May e Juncker si incontrino di nuovo per continuare la discussione già iniziata. In questo panorama l’Echa ha diramato una nota ufficiale in cui dice che, per quanto permanga questo regime di incertezza, questo non è un buon motivo per non andare avanti con le operazioni di adeguamento al REACH anche da parte delle imprese chimiche britanniche. Anche in caso di Brexit, per mantenere legalmente le sostanze registrate dal REACH sul mercato dell’Unione Europea, i produttori e i formulatori con sede nel Regno Unito possono trasferire la propria attività in uno dei Paesi di quest’area, o possono nominare un loro rappresentante. Inoltre, l’Echa ha fatto sapere che aprirà una “finestra Brexit” nel sistema REACH-IT dal 12 al 29 marzo per consentire alle società con sede nel Regno Unito di apportare le dovute modifiche e trasferire le loro registrazioni REACH. Se non viene nominato un rappresentante gli importatori dovranno presentare le proprie registrazioni. Le istruzioni per l’utilizzo di tale finestra sono disponibili sulle pagine del sito web di Echa. Si può trovare anche un link che rimanda alla formulazione standard raccomandata da Cefic rispetto alla clausola sulla condizione sospensiva da utilizzare negli accordi contrattuali quando si nominano i rappresentanti. Se un utente a valle si affida alle autorizzazioni REACH concesse a una società con sede nel Regno Unito, è necessario assicurarsi che ci sia un altro fornitore con un’autorizzazione valida per il loro uso. Le aziende dovranno anche notificare le loro esportazioni di sostanze pericolose quando l’operazione avviene nel Regno Unito; lo strumento atto a realizzare questa procedura si chiama ePIC. La notifica di esportazione in ePIC deve essere presentata 35 giorni prima che avvenga praticamente l’esportazione. Questa scadenza però ha destato viva preoccupazione da parte di vari soggetti, tanto che l’Echa ha fatto sapere che al più presto renderà noti maggiori dettagli sul modo in cui dovranno essere gestite le esportazioni nel Regno Unito nel periodo immediatamente successivo all’avvenuta Brexit. Le società europee, dal canto loro, dovranno essere adeguatamente preparate a immettere sostanze sul mercato del Regno Unito dopo il 29 marzo, perché a quel punto sarà disciplinato dalla legge britannica e non più da quella comunitaria. L’ente inglese che si occupa della regolamentazione delle sostanze chimiche è l’Health and Safety Executive (HSE), che ha pubblicato le linee guida sui regolamenti REACH, CLP e Pic. Echa cerca di rispondere alle molte domande in merito alla Brexit tenendo regolarmente aggiornata la sua pagina web.