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Le sanzioni previste dal REACH

Si avvicinano sempre di più le ultime scadenze relative alla normativa REACH. Entro il 31 maggio 2017 sarà necessario effettuare la pre-registrazione, necessaria in vista dell’ultima scadenza prevista per un anno dopo, il 31 maggio 2018. La pre-registrazione prevede l’invio all’ECHA, l’agenzia europea che si occupa di sostanze chimiche, delle schede dei prodotti che devono esser compilate con molta attenzione.

Il REACH infatti, come ogni altro regolamento, prevede anche delle sanzioni per chi non lo rispetta, sanzioni che peraltro sono piuttosto salate. È quindi opportuno che tutte le realtà interessate si informino in modo adeguato prima delle scadenze in modo da non ricevere multe, o peggio. Va precisato infatti che nel REACH sono state incluse sostanze che in precedenza non erano considerate nocive o pericolose; è pertanto necessario prestare molta attenzione. Le sanzioni che derivano dal non rispettare le norme elencate nel REACH non sono però uguali a livello comunitario, ma si attivano a livello locale per volontà dei singoli Stati che recepiscono le linee guida europee. Per l’Italia esse sono state decise dopo l’entrata in vigore del REACH e del CLP con il Dlgs 133/2009 (REACH) e il Dlgs 186/2011 (CLP). Andando ad analizzare le sanzioni previste in queste leggi si nota subito come esse siano decisamente più rigide rispetto a quelle previste sui fertilizzanti. Infatti si parla di multe che possono arrivare ad avere un importo di 150 mila euro; inoltre non sono previste riduzioni di nessun genere. Ciò vuol dire che l’unico modo per sottrarsi a sanzioni molto ingenti è quello di fare un’adeguata prevenzione, cercando semplicemente di evitare di prenderle! Un altro aspetto da tenere presente è che le sanzioni iniziano tutte con una specifica: “salvo che il fatto costituisca reato”. Ciò vuole dire che la pena pecuniaria e/o la reclusione potrebbero non essere le uniche pene imposte, qualora dovesse configurarsi anche un reato di natura più grave. Per quel che riguarda il CLP (classificazione, etichettatura e imballaggio) le multe che possono essere prese oscillano tra importi di 15 e 90 mila euro. Riguardo all’etichettatura non si fa distinzione tra una dicitura sbagliata oppure omessa del tutto; bisogna quindi fare molta attenzione ad aggiornarsi circa i nuovi elenchi di sostanze chimiche considerate pericolose perché molte, che non erano considerate tali in passato, oggi invece, ai fine del REACH, lo sono. È quindi molto facile incappare in una sanzione per classificazione errata, oppure mancante (magari semplicemente perché non si sapeva che quella sostanza era inclusa negli elenchi ECHA). Riguardo alle SdS (Schede di Sicurezza) sono previste multe che vanno da un minimo di 10 ad un massimo di 60 mila euro qualora esse siano incomplete o non vengano presentate del tutto. Nel caso in cui la scheda sia redatta in italiano, o ci si dimentichi di datarla, la sanzione prevista può essere inclusa tra i 3 e i 18 mila euro. Altre multe previste dal regolamento sono nel caso in cui non si effettui la registrazione preliminare con segnalazione all’ ECHA, mancanza che ha lo stesso valore della mancata registrazione e, di conseguenza, ha una pena pecuniaria equivalente, vale a dire compresa tra i 15 e i 90 mila euro. Se si trascura di comunicare all'Istituto superiore di sanità relativa la messa in commercio di una sostanza o miscela pericolosa si può prendere una multa compresa tra i 3 e 18 mila euro. Siccome le norme REACH non sono sempre immediatamente intellegibili, è opportuno affidarsi ad un serio professionista per evitare brutte sorprese.