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Nove sostanze chimiche autorizzate dall'Unione Europea

Si prospetta, tramite decreto europeo, l'autorizzazione e l'introduzione di nove sostanze fino a ora poste in blocco commerciale. Si tratta di ottaidrossocromato pentazinco, drossiottaossodizincatodicromato potassio, cromato stronzio, triscomato dicromo, 2.2' dicloro 4.4' metilendianilina, 1.2 dicloroerano, bis2metossietil, acido arsenico, Mda tecnico. Dunque l'Unione Europea commuta la normativa Reach per quel che concerne i prodotti potenzialmente dannosi per l'uomo e per l'ambiente. Sono compresi nella catalogazione i composti presenti nell'appendice XIV.

Alla luce del fatto che, nel complesso, queste sono catalogate come pericolose da un punto di vista riproduttivo, ma in ogni caso ottemperano la normativa stilata dall'Unione Europea riguardante l'inserimento di tali sostanze in catalogo. La normativa europea per l'autorizzazione, valutazione, e registrazione dei prodotti chimici, decreta che i prodotti che si adeguino alle tipologie di schedatura in quanto prodotti pericolosi, quindi inseriti negli ambiti 1B e 1A, o reputati dannosi sotto l'aspetto riproduttivo, per gli ambiti 1B e 1A, conterebbero in ogni caso della possibilità di certificazione. Dunque l'erogazione in commercio e l'utilizzo di un prodotto concernente l'appendice XIV, per le sue stesse caratteristiche, abbisogna tassativamente della relativa normativizzazione. Dunque l'utilizzo di uno specifico prodotto è regolato unicamente nel caso in cui si possa confermare che il danno nei confronti dell'uomo risulta essere opportunamente calcolato, oppure che i guadagni finanziari e sociali si elevino sulle pericolosità di cui sopra, oppure che non vi siano disponibili in natura corrispettivi adeguati al tale scopo. In merito a ciò è la Commissione Europea che controlla l'intero processo e stabilisce la via da intraprendere. In ogni caso la metodologia di certificazione ha come obiettivo quello di valutare i danni concernenti i prodotti particolarmente nocivi riguardo alla salvaguardia dell'uomo, e a promulgarne la graduale commutazione attraverso prodotti similari finanziariamente e burocraticamente rispondenti ai criteri Reach. La certificazione a norma, nello specifico, e la società o il soggetto preso cui risulta erogata, comprendendo la tipologia del prodotto, l'utilizzo o gli utilizzi per cui la certificazione stessa è erogata, e i fattori preliminari per cui essa è emessa. Ciascuna certificazione rappresenta un quantitativo di indicazione, il quale sarà apposto dai commercianti e dai produttori presso la confezione o l'involucro dello specifico prodotto, o del composto con cui esso è stato realizzato, previa la commercializzazione dello stesso. I produttori e i distributori legati al tale prodotto certificato dovranno darne tassativamente comunicazione all'Echa, che provvederà a mantenere attualizzato un documento, rivolto a tali soggetti, in cui saranno indicati tutti i prodotti e i composti a norma. Questo in ottemperanza a quello che è lo scopo primo della normativa europea, cioè la salvaguardia dell'uomo, insieme alla commercializzazione di prodotti per un utilizzo idoneo e in linea con gli standard UE, unendo parallelamente lo sviluppo di un sistema sempre aggiornato. Uno scopo che inerisce alla divulgazione e all'utilizzo di sistemi paralleli per quanto concerne la tutela da prodotti nocivi, per una costante messa in discussione delle metodologie precedentemente utilizzate, e un graduale aggiornamento delle stesse, il tutto nell'ottica di un piano di commercializzazione che preveda a monte soluzioni nel pieno rispetto dell'ambiente e della salvaguardia della salute umana. Contemplando anche l'utilizzo e l'autorizzazione di sistemi non invasivi per quel che riguarda la sperimentazione animale, attraverso l'utilizzo di metodi di sperimentazione alternativi.