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Le nuove modifiche al regolamento Reach

Sono state recentemente ratificate delle integrazioni alla Normativa Reach. Gli aggiornamenti approvati comprendono: - L'emendamento della normativa CE 440 – 2008 riguardante la legge 260 – 2014 del gennaio 2014, che inerisce alle modalità di sperimentazione in ottemperanza alla normativa CE 1907 – 2006 varata dalla Commissione europea in materia di Reach, con l'obiettivo di conformare il regolamento agli aggiornamenti tecnologici derivanti dal GUCE del marzo 2014.

L'emendamento modifica la normativa 440 – 2008 che introduce le modalità di sperimentazione allo scopo di stabilire le caratteristiche chimiche, fisiche, e la potenziale pericolosità dei prodotti con l'obiettivo di inserire ulteriori emendamenti riguardanti modalità di sperimentazione opzionali decretate recentemente dall'OCSE, con l'intento di diminuire la quantità di vertebrati utilizzati nelle sperimentazioni. - L'emendamento della normativa CE 1907 – 2006 riguardante la legge 317 – 2014 in data 27 marzo 2014, che inerisce all'appendice del regolamento Reach numero XVII, riguardante i prodotti CMP, in base a quanto stabilito dal GUCE del marzo 2014. È utile ricordare che l'appendice numero XVII della normativa stabilisce dei limiti per quanto concerne la produzione, la vendita commerciale, e l'utilizzo di alcuni prodotti considerati potenzialmente nocivi. Attraverso la normativa 317 – 2014 risultano emendati i termini dell'appendice XVII, riguardanti la classificazione dei composti reputati ad alta tossicità per quanto riguarda la salute dell'uomo, quindi i CMR di della sezione 1 A e 1 B, per cui si prevede l'esclusione al commercio secondo le clausole 28 e 30 dell'emendamento in oggetto. - L'emendamento della normativa CE 1907 – 2006 riguardante la legge 301 – 2014 del gennaio 2014, in merito all'appendice XVII redatta dalla Commissione europea in materia di Reach, inerente alle sostanze cromo VI. L'appendice XVII stabilisce limiti riguardo alla produzione e alla commercializzazione di tali composti. Attraverso la normativa 317 – 2014 risulta emendata la clausola 47, dedicata alle sostanze cromo VI. Tale composto non risulta essere tassativamente nocivo per l'uomo o dannoso per l'ambiente, trattasi infatti di un composto di passaggio che si può rintracciare allo stadio esavalente, trivalente e metallico. Le prime due tipologie risultano differenti tra loro. La terza tipologia, reputata un oligo-nutriente, utile nel favorire l'adeguata metabolizzazione degli zuccheri all'interno dell'organismo, è composta da un grado di dannosità piuttosto esiguo. La tipologia trivalente, al contrario, rintracciabile all'interno di prodotti industriali di vario tipo, è reputata considerevolmente nociva, mentre per quanto concerne la tipologia esavalente, secondo studi di tipo epidemiologico prodotti dalla IARC è risultato essere altamente dannoso per l'essere umano. In merito alle controindicazioni rilevate da recenti ricerche mediche, è stato rilevato che i soggetti che entrano in contatto con tali sostanze possono incorrere in malattie di origine polmonare. Per l'appunto gli organi respiratori risultano essere i maggiori obiettivi dell'attività tossica dei composti, e il contatto è dovuto soprattutto alla respirazione di tali sostanze. L'ingerimento risulterebbe meno dannoso, dato che intestino e stomaco possiedono un'elevata abilità dissolvente. La pericolosità della tipologia esavalente si presenta in modo particolare tramite le ingenti modificazioni a livello molecolare causate dalle tipologie non stabili, quindi per quanto riguarda i Cr (IV) e i Cr (V), e quelle stabili, quindi per quanto riguarda i Cr (III). Le 3 più rilevanti procedure industriali della tipologia VI riguardano la galvanizzazione mediante cromatura, le operazioni di saldatura di metalli speciali, e tintura cromata.