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Nuove opportunità con il REACH

Il REACH è il nuovo regolamento europeo al quale entro il 2018 si dovranno adeguare tutte le aziende, piccole o grandi, che a qualunque titolo lavorano a contatto con le sostanze chimiche. Il REACH è stato fortemente voluto dall’ECHA, l’ente europeo che si occupa di sostanze chimiche, al fine di garantire il massimo livello di sicurezza per tutti coloro che si occupano di materiali che possono essere potenzialmente pericolosi.

Per il momento non è facile vedere quali saranno i vantaggi che deriveranno da questa nuova legislazione comune, e ciò che è invece piuttosto evidente a chi deve adeguarsi è la mole di obblighi a cui ottemperare, che spesso comportano anche degli oneri pecuniari. Al fine però di far capire alle aziende e alle imprese le opportunità che invece potrebbero nascere dal REACH, l’ECHA si è preoccupata di pubblicare nel 2015 un vademecum intitolato “La sicurezza chimica nelle imprese. Introduzione per le PMI”, che è non solo un prontuario utile per non farsi trovare impreparati al momento della scadenza per la messa a norma, ma è anche un libretto illustrativo delle potenzialità che le piccole e medie imprese, e persino le micro imprese, potrebbero sfruttare adeguandosi non solo al REACH, ma anche al CPL (regolamento n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele) e BPR ( regolamento n. 528/2012 sui biocidi). Uno degli aspetti più preoccupanti per le imprese di minori dimensioni, che dunque hanno poca disponibilità economica, è, ad esempio, la necessità di dover versare somme anche ingenti per la classificazione di certe sostanze chimiche. Nel vademecum dell’ECHA, però, si ricorda che per queste realtà è possibile usufruire di agevolazioni pensate ad hoc: si tratta di riduzioni che vengono calibrate in base al fatturato delle aziende e che rendono possibile ottemperare alle richieste del REACH senza esborsi eccessivi. Inoltre, nel libretto vengono elencati alcuni comportamenti che potrebbero essere utili a diminuire ulteriormente i costi di adeguamento. Si consiglia così di rivolgersi sempre agli helpdesk appositamente predisposti, i quali possono dare tutte le delucidazioni necessarie evitando che si compiano azioni inutili, o superflue. Altro coniglio interessante è quello di prendere parte alle giornate informative che vengono continuamente organizzate dall’ECHA e dai vari enti nazionali, non solo per incontri fisici ma anche virtuali tramite, ad esempio, videoconferenze. In questi ambiti infatti è anche possibile richiedere una consulenza personalizzata, calibrata sulle proprie specifiche necessità. Potrebbe essere una buona idea per le aziende anche avvalersi di una figura specifica che si occupi esclusivamente di seguire le pratiche di adeguamento al REACH, CPL e BPR. Ma non solo questo si dice nell’opuscolo dell’ECHA: soprattutto si sottolineano le nuove opportunità imprenditoriali che scaturiscono dalla normativa europea. Se ad esempio un’azienda si impegna nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, studiando nuove sostanze o combinazioni, essa viene esentata dalla necessità di adeguarsi al REACH per un termine di cinque anni. Per le aziende è anche possibile ottenere dei finanziamenti che vengono erogati dall’Unione Europea, o dagli enti nazionali. Un altro punto che viene considerato di grande importanza dall’ECHA, e che viene espresso tra le pagine de “La sicurezza chimica nelle imprese. Introduzione per le PMI”, è la necessità di cercare alternative più sicure. La direzione in cui si vuole spingere attraverso l’introduzione del REACH è quella di adottare soluzioni sempre più avanzate per rendere le sostanze chimiche usate nell’industria più stabili e certificate, e quindi meno potenzialmente dannose. In tal senso si promuove anche il dialogo delle imprese, per la massima circolazione delle informazioni.