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Più di 100 le registrazioni REACH ancora in sospeso

A fine maggio, ultima data di scadenza per le imprese al fine di adeguarsi alle nuove norme europee dettate nel REACH, secondo Echa (l’agenzia europea per le sostanze chimiche) erano stati inviati 33.363 fascicoli di registrazione per 11.114 sostanze fabbricate o importate in quantità comprese tra 1 e 100 tonnellate all’anno.

Tra questi, ci sono circa 160 registrazioni che sono rimaste in sospeso per via della presenza di controversie attive sui dati riportati. Anche se il numero è notevole, è anche vero però, come ha tenuto a precisare l’agenzia, che esse attengono ad una sfera di sostanze molto simili tra loro. Queste sono però tutte le informazioni che sono state divulgate, visto che è stato detto chiaramente che non si faranno i nomi delle società che si trovano coinvolte da tali controversie, né tanto meno delle sostanze incriminate. Ci sono casi in cui l’Echa ha concesso la possibilità al dichiarante di fare riferimento a dati comunicati da un altro registrante. Però i dossier in questione ancora non sono sati presentati, visto che ogni azienda ha un margine di tempo di dieci mesi prima di ottemperare alle richieste dell’agenzia. In altri casi ci sono controversie che si trovano nella fase di appello, che quindi restano in sospeso fino a quando la Commissione di Ricorso (Board of Appeal, BoA) dell’Echa non abbia deciso in merito. Per i casi restanti, è opinione di Echa che possano essere risolti nel giro di poche settimane. La situazione però non appare rosea: i numero parlano chiaro. Le controversie che sono emerse dopo la scadenza di maggio 2018 sono assai di più rispetto a quelle che si riscontrarono nel 2016 (meno di 60). Il confronto si fa impietoso con la prima scadenza del 2013: all’epoca le controversie furono soltanto nove. Buona parte di questa situazione si lega alle difficoltà che si sono riscontrate nella fase di condivisione dei dati tra le aziende. Se, infatti, il REACH dice che si deve profondere ogni sforzo necessario per determinare in modo equo i costi della condivisione, nei fatti non è sempre facile giungere ad un accordo. Nei casi più complessi è l’agenzia stessa ad intervenire. Il tentativo è comunque quello di svolgere ogni singola operazione alla luce del sole. Come ha infatti dichiarato il responsabile della gestione dei rischi di Echa, Matti Vainio, quasi il 100% dei dati delle registrazioni che si sono concluse sono leggibili sul sito web dell’agenzia. Restano però le 2000 richieste giunte dopo la scadenza: in alcuni casi potrebbe trattarsi di ritardatari, in altri di nuovi attori presenti sul mercato. Tutto questo dovrà essere verificato nei prossimi mesi, a partire dall’anno prossimo quando saranno resi noti i risultati del lavoro degli ispettori che verranno impiegati per verificare le registrazioni e gli aggiornamenti dei fascicoli. Echa ha soprattutto tenuto a sottolineare che da questo momento in poi le aziende non dovranno più tenere conto delle scadenze. Le nuove società che entreranno a far parte del mondo dello scambio o della produzione di sostanze chimiche, infatti, saranno tenute comunque ad effettuare la registrazione. D’ora in poi, dunque, il processo di registrazione e aggiornamento sarà costante, visto che il REACH è entrato ormai a pieno regime di operatività. Non resta che definire i contenziosi in corso per poter avere un quadro globale e preciso della situazione nella Comunità Europea.