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Pronto un “esercito” di ispettori europei per il REACH

Dall’Echa, Agenzia europea per le sostanze chimiche, in tono vagamente minaccioso fanno sapere alle aziende coinvolte a vario titolo nell’entrata in vigore del REACH che devono aspettarsi un “esercito” di ispettori. Gli ispettori avranno l’incarico di verificare la conformità delle aziende con gli obblighi di registrazione REACH. Inoltre dovranno anche accertarsi che vengano eseguiti correttamente gli aggiornamenti dei dossier. Nulla di inatteso. I controlli e le ispezioni fanno parte del già previsto progetto di applicazione REACH numero 7 (Rif-7).

Quello che c’è di nuovo è ciò che gli ispettori saranno chiamati a controllare. In un primo tempo il loro compito era quello di verificare che i protocolli di registrazione delle sostanze chimiche fossero stati rispettati fin nel dettaglio, e che le sostanze soddisfacessero i requisiti necessari per la classificazione loro assegnata. Questi restano comunque dei compiti specifici degli ispettori, che però avranno anche un altro incarico. Lo ha reso noto Johan Nouwen, responsabile dell’Echa's Support, Forum and HelpNet Secretariat, specificando che agli ispettori è stato dato anche l’incarico di controllare l’aggiornamento dei fascicoli. Questo nuovo input è stato dato in vista del secondo riesame del REACH che verrà tenuto dalla Commissione Europea. Nella revisione saranno incluse anche le sostanze chimiche importate, in collaborazione con le autorità doganali dei 31 Stati membri dello Spazio economico europeo. Nel frattempo, tra il 3 e il 4 Ottobre si è svolto l’annuale evento di formazione organizzato dall’Echa, a cui hanno partecipato circa 270 responsabili delle autorità nazionali che si occupano dell’applicazione del REACH (NEA, National Enforcement Authorities). Tra i 270 partecipanti oltre la metà, circa 200 persone, non erano presenti fisicamente all’evento di formazione ma erano collegati in remoto. In questo incontro gli ispettori che per primi hanno ricevuto la formazione per il loro ruolo hanno avuto l’incarico di istruire gli ultimi arrivati. Ancora non si sa quanti ispettori saranno necessari nel momento in cui si attiverà il Ref-7, ma da un’anticipazione Echa si sa che a fine 2017 erano circa 1000. Il Ref-7 si protrarrà per un anno e sarà concluso dalla redazione un rapporto da presentare alla fine del 2020. Nouwen ha anche comunicato le linee guida del programma di lavoro quinquennale. Nel periodo 2019 - 2023 ci si occuperà soprattutto di controllare le importazioni, in virtù di una stretta cooperazione con le autorità doganali. Verrà inoltre monitorata la vendita su internet di prodotti chimici e si cercherà di dare vita ad una migliore cooperazione tra i NEA nei casi transfrontalieri. Nouwen ha anche ribadito che gli obblighi di registrazione REACH entreranno a far parte dei controlli di routine, e che quindi non si sono conclusi con l’entrata in vigore del regolamento. Il REACH stesso verrà sottoposto a riesame, al fine di migliorarne sempre di più la funzionalità. Si cercheranno dei metodi alternativi per renderne più facile l’applicazione pratica, e soprattutto si cercheranno di eliminare le sovrapposizioni che ad oggi esistono tra il regolamento e la legislazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro. A tale scopo tutti gli stati interessati dall’entrata in vigore del REACH sono invitati a relazionare annualmente all’Echa. Infatti verrà condotta un’indagine all’interno degli stati membri per scoprire ogni possibile problematica e risolverla. Infine, riguardo al CLP (Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele) verranno esaminati i nuovi requisiti richiesti per la notifica dei dati e la loro applicazione.