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REACH e nanomateriali

La vigente legislazione europea in materia di prodotti chimici, Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals, e le note correlate riguardanti il rispetto della stessa, ineriscono ai nano-materiali anche se non trattano esplicitamente di questi.

Dunque l'amministrazione generale per il territorio facente parte del Consiglio Europeo, ha domandato all'IHCP, l'Institute for Health and Consumer Protection, di supportare le iniziative di divulgazione inerenti a eventuali cambiamenti della suddetta normativa. Queste iniziative concernono l'individuazione del prodotto, RIP – on 1, le ottemperanze relative alla documentazione, RIP – on 2, e le dichiarazioni riguardanti la tutela dei consumatori, RIP – on 3. Il comitato a capo delle iniziative di formazione sarà il Joint Research Centre, quindi il consorzio generale per la tutela del territorio e delle aziende istituito dal Consiglio Europeo, insieme all'ECHA, l'European Chemicals Agency. Il feedback ultimo dell'iniziativa sarà analizzato quindi dall'Agenzia, che di norma si occupa delle eventuali revisioni legislative. Tale iniziativa ha l'obiettivo di incentivare un pacchetto ricerche e una dichiarazione consultiva che stimoli l'identificazione del Regolamento all'individuazione e alla titolazione dei prodotti chimici come documento generico riguardante la legislazione dei nano-materiali. Questa ricerca è frutto della coadiuvazione fra Joint Research Centre e Institute for Health and Consumer Protection, i quali amministrano un comitato di ricercatori scelti dalle Organizzazioni non governative, dalle aziende, e dalla Commissione dei Paesi coinvolti. Le ricerche hanno riguardato il biennio 2009 – 2010. Le due iniziative pendenti, invece, ineriscono ai territori soggetti alle ottemperanze in materia di divulgazione, strutturazione dei progetti di controllo e dichiarazione, per quanto concerne il pericolo delle sostanze in oggetto. Tali iniziative vedranno la coadiuvazione di diverse realtà amministrative in materia di REACH, tra cui Il CEFIC, il Consiglio Europeo dell'Industria Chimica, il NIA, l'Associazione delle Industrie di Nano-tecnologia, il SAFENANO, la Risorsa britannica indipendente sui rischi e i pericoli delle nano-tecnologie, lo IOM, il Consorzio dell'Istituito britannico di medicina del Lavoro. Anche queste iniziative hanno riguardato il biennio 2009 – 2010. Tra le altre iniziative avallate dal Joint Research Centre, si annovera la collaborazione con l'ITU, l'Istituto degli Elementi Transuranici, in partnership con numerosi enti mondiali, allo scopo di promuovere lo studio delle probabilità di uso dei catalizzatori composti da sostanze attinide, tra cui il plutonio, il nettunio, e l'uranio, per commutare i gas di provenienza fossile in prodotti chimici di elevata qualità. Questa pratica potrà consentire inedite topologie produttive in merito alla dispersione di gas nell'ambiente circostante, e parallelamente offrire un incremento dell'utile. Le ricerche verranno effettuate in sinergia dagli studiosi dell'Istituto degli Elementi Transuranici e dal Joint Research Centre, con il patrocinio dell'EPSRC, l'Engineering and Physical Sciences Research Council. L'EPSRC è l'ente cardine in materia di patrocinio alle attività di ricerca chimica, e di istituzione di corsi di aggiornamento riguardo le scienze fisiche e l'ingegneria. Il valore del connubio idro – carbonio, insieme alle complicazioni inerenti all'uso selettivo delle molecole particolari, fa sì che per la catalisi siano indispensabili sostanze metalliche dotate di notevole reattività. Gli sviluppi di questi ultimi anni in merito allo studio degli attinidi, unitamente alla volontà di rintracciare catalizzatori ideonei alla creazione di legami idrogeno – carbonio, escludendo così il dispendioso utilizzo di metalli quali il platino, sta rendendo gli attinidi i protagonisti indiscussi in materia di sperimentazione chimica.