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REACH: priorità, rischi e focus per il 2019

Bjorn Hansen, direttore esecutivo di Echa, ha precisato all’inizio del 2019 quali saranno le priorità strategiche dell’agenzia relativamente al REACH. Quello che è appena iniziato, infatti, è a tutti gli effetti il primo anno in cui il regolamento lavorerà a pieno regime, una volta rispettate le principali scadenze degli anni passati. Per questo sarà anche il primo anno in cui l’Echa avrà la necessità di fissare dei punti fermi da osservare e a cui dare la precedenza rispetto agli altri.

Secondo Hansen, l’Echa dovrà prima di tutto identificare e gestire i rischi delle sostanze che destano preoccupazione. Infatti i fascicoli delle sostanze ancora non sono del tutto completi e si rende necessario un processo di revisione. A questo fine si cercherà di semplificare l’interazione tra i processi di registrazione, valutazione e gestione dei rischi, e tale interazione sarà una delle priorità dell’Echa per il 2019.

Sempre stando alle parole di Hansen, si cercherà anche di migliorare la comunicazione della catena di approvvigionamento; questo consentirà di rendere più sicuro e sostenibile l’uso delle sostanze chimiche. Si potranno inoltre sostituire le sostanze che sollevano il maggior numero di perplessità, nonché garantire la coerenza e l'integrazione del sistema normativo dell'UE in materia di sicurezza chimica. Echa quindi si occuperà anche di affiancare il mondo dell'industria per rendere operativi gli strumenti ENES (Exchange Network on Exposure Scenarios), rendendo disponibili maggiori informazioni sulle sostanze chimiche. Inoltre, l’agenzia continuerà a implementare la sua strategia di sostituzione, che ha lo scopo di spingere ad adottare sostanze e tecnologie alternative più sicure in tutta l'UE.

Nel 2019, ha spiegato ancora Hansen, l’agenzia continuerà a cercare di trovare sempre migliori soluzioni per la gestione dei dati. Un compito non secondario sarà quello di garantire la conformità REACH. Secondo la Commissione europea, infatti, il REACH è uno strumento efficace, ma non ancora sufficientemente efficiente. Appaiono necessari alcuni miglioramenti che dovranno essere individuati e messi in atto nel corso del 2019. Uno dei principali obiettivi dell’Echa sarà dunque riuscire a garantire la conformità REACH.

Ad oggi, purtroppo, circa un terzo dei fascicoli di registrazione non soddisfa i requisiti del regolamento. Questo rende necessario effettuare più controlli di conformità rispetto a quanto fatto finora (il 5%). Questo aspetto è di fondamentale importanza per via del fatto che, con insufficienti controlli, si potrebbero non tenere in considerazione degli effetti indesiderati di una sostanza. Bjorn Hansen ha quindi garantito che verranno stanziate risorse specifiche per poter aumentare i controlli, e che si lavorerà anche per aumentare l’efficienza del personale. Un altro aspetto del riesame REACH su cui l’Echa si concentrerà nel 2019 consisterà nel rivedere a fondo i processi di restrizione e autorizzazione. In pratica, verranno individuati i punti dei dossier di restrizione e delle domande di autorizzazione che appaiono davvero cruciali per determinarne il risultato. Per raggiungere questo obiettivo si auspicano maggiori livelli di cooperazione con la Commissione, gli Stati membri, gli esperti, le ONG e l'industria.

Infine, Hansen ha fatto sapere che, di base, al fine di rendere possibili tutti gli obiettivi fissati per il 2019, sarà necessaria anche una revisione della stessa struttura organizzativa dell’Echa. Verranno apportate modifiche che avranno lo scopo di migliorare l’ambiente di lavoro con lo stanziamento di maggiori risorse. L’Echa dovrà anche affrontare la spinosa questione della Brexit, al fine di inquadrare al meglio l’Inghilterra nel nuovo scenario. Quindi c’è un’agenda molto piena che aspetta l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche in questo intenso 2019.