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Il regolamento REACH e gli utilizzatori a valle

Ormai si avvicina sempre di più il termine ultimo per le aziende per mettersi in regola con le nuove norme previste dal regolamento REACH, ovvero la nuova normativa europea che regolamenta la nomenclatura, la classificazione, nonché il trasporto e l’utilizzo delle sostanze chimiche. Mentre fino ad ora ogni Paese europeo aveva posseduto una sua propria legislatura in materia, a partire dal 2018 invece tutte le nazioni del vecchio continente dovranno attenersi alle linee guida che sono state stilate dall’ECHA, ovvero l’ente europeo che si occupa delle sostanze chimiche.

Dal molti mesi ormai l’ECHA, con il supporto in Italia del Ministero del Lavoro e dell’ENEA, sta portando avanti diverse iniziative volte a far conoscere a tutte le realtà coinvolte le linee guida del REACH, affinchè ci si possa mettere a norma entro i tempi previsti. L’operazione ad oggi è andata avanti senza intoppi, per quanto non si sia prospettata come un’attività molto semplice vista la molteplicità di enti coinvolti. Nel numero di settembre 2015 del “Bollettino di informazione sostanze chimiche” che viene periodicamente pubblicato dal portale REACH allestito dal Governo Italiano, si è così trattata una fascia d’utenza specifica, vale a dire quella degli utilizzatori a valle. Tra i vari soggetti interessati all’adeguamento alle normative REACH ci sono infatti anche coloro che all’interno del protocollo sono definiti “utilizzatori a valle”. Tale terminologia potrebbe far pensare agli utenti finali, ovvero ai consumatori che utilizzino per le faccende quotidiane miscele o sostanze chimiche. In realtà gli utilizzatori a valle sono definiti con chiarezza dal regolamento REACH come coloro i quali usano le sostanze chimiche all’interno della propria attività produttiva, ma non sono né produttori né fornitori. In pratica, gli utilizzatori a valle possono essere industrie, oppure lavoratori autonomi, o aziende artigianali che usano sostanze chimiche già pronte per realizzare altri prodotti che poi impiegano all’interno della propria attività professionale. Questa categoria di utenti si trova ad avere moltissime responsabilità all’interno del regolamento REACH, pur essendo molto spesso quasi inconsapevole dell’importante ruolo che riveste all’interno della filiera di utilizzo dei prodotti chimici. Nello specifico, gli utilizzatori a valle (o downstream users, per usare la terminologia anglosassone), devono riferire ai propri fornitori qual è l’uso che intendono fare della sostanza acquisita. Inoltre, devono richiedere la scheda di dati di sicurezza, ed attenersi scrupolosamente a quanto riportato al suo interno. Nel caso in cui non siano in grado di ottemperare alle misure previste nella scheda, ne devono informare immediatamente il proprio fornitore; devono inoltre conoscere gli Allegati XIV e XVII del Regolamento REACH. L’Allegato XIV contiene un elenco di quelle sostanze che per essere manipolate devono essere sottoposte a previa autorizzazione; l’Allegato XVII invece contiene le prescrizioni relative all’utilizzo di suddette sostanze. Ogni utilizzatore a valle è altresì tenuto a dare ai propri clienti tutte le informazioni relative al corretto utilizzo delle sostanze che forniscono loro, e a tenere un registro di quelle formulazioni ritenute particolarmente pericolose fornite ai clienti. Gli utilizzatori a valle quindi, in base al regolamento REACH, hanno degli obblighi da osservare sia nel momento in cui acquistano sostanze chimiche, sia nel momento in cui le vendono. In entrambe queste fasi sono molto importanti le schede dati di sicurezza, che devono essere predisposte da produttori e importatori. Gli utilizzatori a valle hanno però il compito di controllare la veridicità delle schede stesse, nel momento in cui si trovino a manipolare concretamente le sostanze in esse descritte.