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REACH: Ecco le sanzioni previste

REACH applicherà delle ingenti sanzioni a tutti quei soggetti che non rispetteranno la normativa vigente. Saranno stabiliti infatti, dai Paesi membri, dei provvedimenti atti a garantire l'osservanza delle norme contenute nel Protocollo REACH, riguardanti la sicurezza per l'uomo e per l'ambiente. Per quanto riguarda lo stato italiano, le sanzioni sono state ratificate dal Ministero della Giustizia, attraverso una normativa redatta in collaborazione con gli altri Ministeri preposti. 

La normativa è stata diffusa il 14 settembre 2009, in forma di Decreto Legislativo, e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 24 settembre dello stesso anno. Insieme a decreti in materia di amministrazione, sono stati presentati anche degli emendamenti in merito alle norme comportamentali da seguire, comprendenti penali in caso di commercializzazione di composti privi della certificazione REACH. Il regolamento è vigente dal 9 ottobre 2009. Per quel che riguarda la vigilanza, invece, l'Organo preposto ai controlli e alle validazioni REACH, si assicura che l'intera catena produttiva delle sostanze chimiche a rischio, sia monitorata dai soggetti competenti, dallo stoccaggio all'immissione sul mercato. In modo da garantire la corretta distribuzione de i prodotti, e l'attuazione di procedure di controllo rigorose e qualificate, gli enti statali, regionali e provinciali sono portati a descrivere in appositi moduli, i modi in cui dovrà essere ottemperato il regolamento REACH.

L'Organo di vigilanza si occuperà di verificare, quando possibile:

  1. - L'avvenuta compilazione del documento di controllo, e del protocollo riguardante i test preventivi.
  2. - L'osservanza delle restrizioni applicate a quei prodotti risultati non idonei alla commercializzazione su vasta scala.
  3. - La presenza di una efficace struttura di sorveglianza, che riguardi tutto il processo produttivo, in merito ai seguenti punti: il controllo dei dati presenti sulle confezioni e le etichette dei prodotti; il controllo dei dati presenti sulle schede di sicurezza; il passaggio delle informazioni attraverso la catena di approvvigionamento; il controllo dell'osservanza delle misure di sicurezza e di rischio, confermandone l'efficacia; il controllo dei dati presenti nelle schede di valutazione sulla sicurezza dei composti, in base alle condizioni di produzione, importazione, e immissione in commercio del prodotto, degli articoli e del preparato; il controllo della completezza dei dati presenti all'interno della scheda di sicurezza, e degli allegati tecnico-scientifici; la fornitura di un rapporto dettagliato sulla sicurezza del prodotto.

Per quanto concerne la registrazione, invece, i produttori dovranno compilare un apposito modulo, in cui saranno contenute le informazioni riguardanti tutti i prodotti chimici importati in Europa, compresi i quantitativi in tonnellate. Inoltre i fabbricanti dovranno inviare un documento in cui saranno descritte, nel dettaglio, le caratteristiche dei composti considerati rischiosi per l'uomo e per l'ambiente,  con le relative misure preventive. Per quantitativi di produzione superiori alle 10 tonnellate annue, prescindendo dalla classificazione del prodotto, si avrà l'obbligo di consegnare un documento riguardante la sicurezza chimica, in cui dovranno essere illustrate le raccomandazioni in caso di rischio. In materia di perizia, il Protocollo REACH è composto da due sistemi distinti di valutazione del prodotto. Il primo prevede la valutazione dei brevetti in fase di sperimentazione. Il secondo prevede la valutazione dei composti, da parte dei Paesi membri. Il giudizio sui composti sarà inoltrato in base a una classificazione delle priorità, attraverso la verifica del livello di pericolosità della sostanza.