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Normativa REACH: sentenza della Corte Suprema

Mentre prosegue a grandi passi l’adeguamento di tutte le realtà coinvolte alla normativa REACH (relativa alla registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche), si verificano anche alcune novità all’interno dell’assetto normativo stesso, che quindi richiedono dei piccoli cambi di direzione al fine di recepire le modifiche che vengono apportate in corso d’opera. Una delle ultime, in ordine di tempo, riguarda una sentenza della Corte Suprema di Giustizia Europea.

La Corte era stata chiamata in causa per dirimere un contenzioso nato tra alcuni enti francesi, ovvero le Fedération des entreprises du commerce et de la distribution (FCD), la Fédération des magasins de bricolage et de l’aménagement de la maison (FMB) e il Ministre de l’Écologie, du Développement durable et de l’Énergie. Tale controversia verteva sulle sostanze considerate estremamente pericolose, quelle che vengono classificate con l’acronimo SVHC (substance of very high concern). La sentenza emessa dal tribunale europeo va a modificare così, nello specifico, gli articoli 7 e 33 della normativa REACH n. 1907/2006. La decisione dei giudici è stata resa nota il 10 settembre 2015, ed è stata la seguente. Da questo momento in poi, le sostanze considerate come estremamente pericolose dovranno essere segnalate dal produttore all’importatore, ed eventualmente all’utente finale, anche se presenti all’interno di una sostanza composta. Nello specifico, la segnalazione è dovuta qualora la sostanza identificata come SVHC ai sensi dell’articolo 59 del REACH sia presente in una percentuale superiore allo 0,1% peso/peso dell’articolo prodotto. Sul sito dell’ECHA (Agenzia europea delle sostanze chimiche) si può trovare un’ulteriore specifica della sentenza, in cui si chiarisce che la segnalazione delle sostanze SVHC è necessaria, da parte del produttore, sia quando essere vengano movimentate sole, o in composti, fino a che non cambino dimensione e forma tanto da poter essere considerate rifiuti. Ovviamente, come ha fatto fin dall’inizio al fine di aiutare tutti gli enti coinvolti nell’adeguamento al nuovo regolamento REACH, l’ECHA e l’Helpdesk REACH si sono subito attivati al fine di fornire le informazioni più complete possibili agli utenti interessati dalla sentenza della Corte Suprema. Nello specifico, verrà in tempi brevi aggiornato il testo “Guida alle prescrizioni in materia di sostanze contenute in articoli” che si può trovare nella sezione del sito “Orientamenti riguardanti il regolamento Reach”. Tale guida è stata redatta nel 2011e viene tenuta costantemente aggiornata con tutte le novità che vengono introdotte al testo stesso REACH, o con le nuove interpretazioni che vengono date ad articoli e comma già esistenti. Sul sito ECHA è possibile consultarne il testo integrale, oppure leggerne degli estratti per quel che concerne le informazioni di diretto interesse. Il testo integrale della sentenza emessa dalla Corte Europea si può consultare anche sul sito del Governo italiano, alla sezione dell’Helpdesk REACH, in lingua italiana, mentre sul sito ECHA si può leggere la versione originale in lingua inglese. È molto importante che tutti i produttori, utilizzatori e consumatori dei prodotti chimici usufruiscano di questi importanti mezzi messi a disposizione dagli organismi europei ed italiani, perché nei mesi che separano dall’entrata in vigore ufficiale del regolamento REACH (prevista per il 2018) potrebbero ancora esserci delle modifiche o delle precisazioni. Quindi, benché il testo del REACH sia stato fissato ormai da tempo, questo non vuol dire che esso non possa essere oggetto di piccoli aggiustamenti, come questo determinato dalla sentenza della Corte Europea, e che quindi sia bene mantenersi costantemente informati.